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martedì 24 febbraio 2026

Un Parco senza bussola

 

Il Parco che dimentica il Piano

C’è un paradosso nel modo in cui il Parco di Porto Conte ha scelto di raccontare sé stesso negli ultimi anni. Si presenta come laboratorio di sostenibilità, primo ecomuseo della Sardegna, motore di innovazione, attore del PNRR. Ma il suo principale strumento di governo — il Piano del Parco previsto dalla legge istitutiva del 1999 — non è mai stato adottato.

La Storia "umiliata"

Una bozza completa esiste dal 2013. Non è mai arrivata all’approvazione. Nel 2022 sono state annunciate nuove linee guida. Nel 2025 il Piano ancora non c’è

È un dettaglio tecnico? No. È l’architrave della pianificazione territoriale.

Un ente che nasce per tutelare un ecosistema e orientarne lo sviluppo dovrebbe prima di tutto dotarsi di una visione formalizzata, condivisa e approvata. Qui accade l’inverso: le attività si moltiplicano, i progetti si espandono, l’organico raddoppia, ma la cornice strategica resta sospesa.

Nel frattempo il Parco diventa “anche un ecomuseo”. Un riconoscimento che, per legge, dovrebbe poggiare su partecipazione attiva delle comunità, strumenti di concertazione, mappe di comunità, comitato scientifico, programmazione pluriennale. La Consulta viene istituita solo nel 2023 e si riunisce una volta. Il Comitato Scientifico non risulta operativo. Il coinvolgimento dei residenti resta evocato nei documenti, meno nella pratica.
L’ecomuseo, per definizione, è un processo condiviso. Qui appare soprattutto come una denominazione.

Intanto il Parco evolve. Lamenta carenza di fondi ordinari, ma amplia l’organico. Organizza eventi, degustazioni, manifestazioni tematiche. Rafforza il marchio, promuove filiere, si muove con disinvoltura nel marketing territoriale
Nulla di illegittimo. Ma è un cambio di baricentro. Da ente di tutela a soggetto ibrido: ambientale, promozionale, commerciale.

Il punto non è stabilire se le iniziative siano piacevoli o redditizie. Il punto è chiedersi se siano coerenti con la missione primaria e con gli obblighi di pianificazione e partecipazione previsti dalla normativa regionale. Un parco naturale non è un contenitore di eventi. È un’istituzione di governo del territorio.

Il problema non è l’attivismo. È lo squilibrio. Ambizione progettuale elevata, pianificazione incompleta. Comunicazione intensa, partecipazione fragile. Espansione delle attività, assenza di strumenti scientifici stabili.

In politica amministrativa la sostanza conta più dell’immagine. E la sostanza dice che un ente può crescere molto anche senza aver ancora definito formalmente dove sta andando.

La domanda, a questo punto, non è polemica ma istituzionale: può un parco naturale regionale diventare un attore centrale della promozione economica e dell’innovazione tecnologica senza aver prima consolidato i propri presìdi di pianificazione, partecipazione e indirizzo scientifico?
Se la risposta è sì, allora occorre dirlo chiaramente e riscrivere la missione.
Se la risposta è no, allora il tempo delle etichette è finito. Serve il Piano. Serve la comunità. Serve un equilibrio tra tutela e visibilità. Altrimenti il rischio è che il Parco diventi molto attivo, molto presente, molto comunicato — ma sempre meno riconoscibile nella sua funzione originaria. 

La domanda non è se le attività siano legittime o redditizie. La domanda è se siano coerenti con una missione che la legge affida alla conservazione, alla ricerca, alla partecipazione comunitaria. Un parco naturale non è un palinsesto di eventi. E' un’istituzione di governo ambientale.

Anchusa crispa, riconosciuta e "umiliata"

Quando la visibilità cresce più della pianificazione, quando il marchio pesa più del Piano, quando la comunità entra nei comunicati ma fatica nei processi decisionali, allora il problema non è amministrativo. È politico.

Il Parco di Porto Conte oggi non appare fermo. Appare accelerato. Ma senza bussola, anche l’accelerazione è un rischio.

E prima o poi, qualcuno dovrà decidere se l’ente vuole essere soprattutto un laboratorio di marketing territoriale o un presidio di tutela con una visione condivisa e formalizzata, perché senza Piano, ogni direzione sembra possibile. E proprio per questo, nessuna è davvero garantita.


Alghero in chiaro

Immagino sempre che i mio pensiero guidi un vecchio pennino che attinge le parole da un calamaio dal quale hanno attinto i miei affetti più cari...


martedì 10 luglio 2018

Bandita la legalità a Porticciolo

...eppure le leggi sulla tutela dell'ambiente ci sono ma a Porticciolo sembra siano state disattivate. Questo è un brutto precedente e una bandiera a mezz'asta per il comune di Alghero.
Buona lettura qui.
Impianto fognario sulle dune di Porticciolo (Alghero)

Alghero in chiaro

Immagino sempre che i mio pensiero guidi un vecchio pennino che attinge le parole da un calamaio dal quale hanno attinto i miei affetti più cari...


mercoledì 13 giugno 2018

...e il Gruppo di Intervento Giuridico non sta a guardare!!

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (12 giugno 2018) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni interventi riguardo l’avvio della realizzazione di strutture temporanee di servizio alla balneazione e connessi sottoservizi nella raccolta caletta del Porticciolo, in Comune di Alghero (SS).

Coinvolti i Ministeri dell’ambiente e dei beni e attività culturali, la Regione autonoma della Sardegna, il Comune di Alghero, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la Guardia costiera, i Carabinieri, informata la Magistratura......Leggi tutto l'articolo

lunedì 4 giugno 2018

Porticciolo negletto, abbandonato da tutti: anche il Parco di Porto Conte ha buttato la spugna!

Anchusa crispa di Porticciolo

Incredibile: le dune di Porticciolo trattate come una semplice pratica edilizia. Dirigenti, funzionari del Comune non amano Alghero e il suo territorio. Lo stesso Sindaco lo afferma in una sua esternazione sui social. Il Sindaco e l' Assessore preposto conoscono la vicenda e cosa fanno? Si girano dall'altra parte?
Avranno letto la Valutazione Ambientale Strategica (documento di scoping) inerente il PUL redatto dalla società Criteria srl di Cagliari? A pagina 49 di detto documento si afferma, riguardo a Porticciolo:
"La costa si presenta frastagliata, con un susseguirsi di strette cale perlopiù occupate da grossi blocchi o ciottoli arrotondati. Il sistema d’insenature è definito da canali di ruscellamento orientati in direzione nordovest/sudest, la cui origine è connessa ai fenomeni di erosione costiera. Trovano locazione tra le rocce due sistemi spiaggia: la spiaggia di Porticciolo e la spiaggia di Torre del Porticciolo.
La spiaggia di Porticciolo è l’unica insenatura dove è presente un litorale sabbioso inserito in una profonda insaccatura tra due speroni rocciosi. La zona di avanspiaggia è ampia circa 15 metri costituita da sabbie provenienti dall’erosione delle coperture eoliche, lo strato sabbioso non è spesso.
In più punti affiora il basamento del Permo-Trias permettendo di individuare l’origine di questa spiaggia a causa di un canale nella roccia che ha avuto la funzione di accumulo di materiale nel corso delle fasi glaciali del Pleistocene. Rimane a testimonianza di ciò la parete di deposito che collega il promontorio della Torre con la scarpata più interna, sede oggi di un campeggio turistico. Nella zona di retrospiaggia si estende una cintura dunale, costituita perlopiù da sabbie in appoggio al versante.
La Spiaggia di Torre del Porticciolo rappresenta un sistema di spiaggia in equilibrio sedimentario (poket beach); non sono presenti attività antropiche in grado di alterare o modificare in modo significativo i caratteri geomorfologici."
Riassumendo:
Eliminate le piante dunali, il vento
ha portato via la sabbia. Al centro della
duna rimane un brutto cratere.
tra Cala del Turco e Cala Viola ci sono due spiagge, la spiaggia di Porticciolo e la spiaggia di Torre del Porticciolo. Mi vien da pensare che la seconda spiaggia sia quella dove d'estate sorgono i chioschi. Ma nooo visto che nella relazione si afferma che non sono presenti attività antropiche in grado di alterare o modificare in modo significativo i caratteri geomorfologici, oppure questa parte di relazione è stata concordata con il funzionario dello SVA che afferma nelle sue opinabili relazioni che a Porticciolo tutto va bene, madama dorè? Il dubbio su quante spiagge ci siano a Porticciolo però rimane.

Maggio 2018, il Comune rilascia due provvedimenti a favore del posizionamento di uno stabilimento balneare a Porticciolo.
Il primo riguarda la concessione demaniale di 614,10 mq (circa 200 mq già occupati abusivamente dal 2012; questo è reato!)di spiaggia e duna, rispetto ai 400 mq delle stagioni precedenti. Cosa scrive il dirigente del Demanio Marittimo:

DETERMINA
1) di concedere, per quanto in premessa e per la sola stagione balneare 2018, alla Soc. Porticciolo S.r.l.,
P.IVA 00271750903, con sede legale in Alghero, Via G. Ferret n. 7, l'area demaniale marittima sita nel Comune di Alghero, località Porticciolo, per una superficie complessiva di mq.614,10 (di cui mq. 473,10 di area scoperta e mq. 141,00 per l’installazione di manufatti di facile rimozione), come da planimetria allegata alla presente per farne parte integrante e sostanziale;
2) di disporre esplicitamente che la superficie in concessione non dovrà comprendere - in nessun modo - le superfici eventualmente occupate da dune e compendi dunali, compresa la fascia di rispetto distante, di norma, 5 m dal piede del settore dunale (rif. art.21 delle “Linee Guida per la predisposizione del Piano diUtilizzo dei Litorali con finalità turistico ricreativa”), e dovrà avvenire nel rispetto delle prescrizioni dei pareri citati in premessa da intendersi quale parte integrante del presente provvedimento;
ecc. ecc.
Il Comune di Alghero non ha mai fatto rispettare l'articolo 21 e a causa della cattiva gestione della pratica, il compendio dunale di Porticciolo si trova in cattive condizioni, vedere per credere.
Nell'Agosto 2017, dopo una segnalazione al NOE, trasmessa poi alla Procura della Repubblica di Sassari, al Comando della Guardia Forestale di Sassari, alla Direzione Generale dell'Ambiente nella persona della dott.ssa Paola Zinzula, si sono riuniti, a Porticciolo, per valutare i danni e gli abusi; il procuratore della repubblica ha ascoltato anche il botanico che ha stilato la relazione sui danni al compendio dunale. Cosa è successo? È successo che quest'anno vengono concessi 600 mq di stabilimento anzichè 400 mq. Tengo a precisare che chi ha prodotto le osservazioni non ha avuto nessun provvedimento, non ci sono state false osservazioni, la documentazione prodotta era schiacciante.

Il secondo provvedimento riguarda:
RICHIESTA DI INSTALLAZIONE DI MANUFATTI AD USO SERVIZI DA SPIAGGIA A SUPPORTO DELL’ATTIVITÀ DI CAMPEGGIO DENOMINATO TORRE DEL
PORTICCIOLO SU AREA DEMANIALE MARITTIMA ANCH’ESSA RICHIESTA IN CONCESSIONE, COMPRESA LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI INTERRATI.
Tubature interrate nella duna


In questo Provvedimento Unico il compendio dunale di Porticciolo è stato considerato alla stregua di un banale appezzamento di terreno di periferia, privo di qualsiasi vincolo e con evidenti abusi edilizi sottaciuti.

Fino al 2014 i tubi per portare ai chioschi cavi elettrici e tubi dell'acqua correvano, per centinaia di metri dal campeggio fino alla duna occupata abusivamente dai chioschi, alla luce del sole, tanto che ci si poteva inciampare (qui). Dopo le denunce, l'anno successivo, i cavi correvano  sotto le dune (qui). Tutto questo è scritto nelle osservazioni al NOE, e gli uffici comunali ne erano al corrente. Mi domando dove si sia inceppata la macchina amministrativa. Viviamo in uno stato di diritto, e quando le regole vengono eluse lo stato sanziona gli inadempienti.
In questo caso gli inadempienti vengono premiati; leggere la determina premiante è un vero spasso!!

SEZIONE B - ENDOPROCEDIMENTI CONNESSI E UFFICI COMPETENTI
- Scarico acque reflue in pubblica fognatura: verifiche Abbanoa - Ufficio Abbanoa/Direzione
generale
- Scarichi domestici in fognatura: notifica Abbanoa - Ufficio Abbanoa/Direzione generale
- Concessioni demaniali: verifiche dell’Agenzia delle Dogane - Ufficio delle Dogane di Sassari
- Scarico acque reflue: verifiche ARPAS. - ARPAS-Servizio valutazione e analisi
ambientale/SS+OT
- ALTRE VERIFICHE DEL CONSORZIO DEL PARCO GEOMINERARIO STORICO E
AMBIENTALE DELLA SARDEGNA - Ufficio consorzio parco geominerario
- Verifiche tecniche connesse all’effettuazione di interventi edili e di trasformazione del territorio
- comunale - Ufficio edilizia privata - Alghero
- Verifiche igienico-sanitarie su progetto edilizio - comunale - Ufficio edilizia privata - Alghero
- Autorizzazione paesaggistica (Comune) - comunale - Ufficio tutela del paesaggio - Alghero
- VERIFICHE DEL SERVIZIO RAS DEMANIO E PATRIMONIO - Ass.to EELL - SS - Serv. terr.le
demanio e patrimonio
- Concessioni demaniali: verifiche della Capitaneria di Porto - Ufficio della Capitaneria di Porto
della Navigazione/Alghero
- Verifiche dell’ufficio demanio comunale - comunale - Ufficio demanio marittimo - Alghero
- Concessioni demaniali: Verifiche del Servizio Infrastrutture - Ass.to Lavori Pubblici - Servizio
Infrastrutture
- Scarico acque reflue in pubblica fognatura - comunale - Ufficio ecologia - Alghero
- Concessioni demaniali: Verifiche del Genio Civile - Ass.to LL.PP. - STOI di Sassari (ex Genio
Civile)
- Notifica sistema informativo regionale ambientale - Ass.to Ambiente/Servizio SASI
- Verifiche del Parco Naturale Regionale di Porto Conte - Servizio Gestione delle risorse - Parco Naturale Regionale Porto Conte
- Interventi nel sottosuolo: verifiche soprintendenza archeologica - Ufficio SABAP - SS/OT/NU
- Scarico acque reflue fuori fognatura: verifiche Provincia - provinciale SS - Ufficio prov.le
Servizio II -Tutela delle Acque - Impianti Energetici/SS
- Notifica ufficio tributario comunale - Ufficio tributi - Alghero

Ma quanti Enti sono stati scomodati per una struttura (posizionamento di tubi già esistenti nel sottosuolo dunale), anche la Soprintendenza Archeologica. Cosa avrà scritto nella sua relazione, se mai l'avesse scritta!?

SEZIONE C - NORME DI RIFERIMENTO
- Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato con
D.Lgs. n. 380 del 06.06.2001;
- Legge Regionale n. 23 del 11/10/1985 “Norme in materia di controllo dell’attività urbanisticoedilizia,
di risanamento urbanistico e di sanatoria di insediamenti ed opere abusive, di
snellimento ed accelerazione delle procedure espropriative”;
- Legge Regionale n. 8 del 23/04/2015 “Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni
in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio”;
- Legge Regionale n. 11 del 03/07/2017 “Disposizioni urgenti in materia urbanistica ed edilizia.
Modifiche alla legge regionale n. 23 del 1985, alla legge regionale n. 45 del 1989, alla legge
regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n. 28 del 1998, alla legge regionale n. 9 del 2006,
alla legge regionale n. 22 del 1984 e alla legge regionale n. 12 del 1994”;
- Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai
sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137” e successive modifiche ed integrazioni;
- Legge Regionale n. 28 del 12 agosto 1998 “Norme per l’esercizio delle competenze in materia
di tutela paesistica trasferite alla Regione Autonoma della Sardegna con l’articolo 6 del D.P.R.
22 maggio 1975, n. 480, e delegate con l’articolo 57 del D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348”;
- D.P.R. n. 139 del 9 luglio 2010 “Regolamento recante procedimento semplificato di
autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, a norma dell’articolo 146, comma
9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni”;
- Regio Decreto n. 3267 del 30 dicembre 1923 “Riordinamento e riforma della legislazione in
materia di boschi e di terreni montani”;
- Regio Decreto n. 1126 del 16 maggio 1926 “Approvazione del regolamento per l’applicazione
del regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267, concernente il riordinamento e la riforma della
legislazione in materia di boschi e di terreni montani”;
- Legge Regionale n. 8 del 27 aprile 2016 “Legge forestale della Sardegna”;
- D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151 “Regolamento recante semplificazione della disciplina dei
procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell’articolo 49, comma 4-quater,
del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122”
- Testo Unico delle Leggi Sanitarie, approvato con Regio Decreto n. 1265 del 27 luglio 1934, e
successive modifiche ed integrazioni;
- D.Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in
materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”;
- Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”;
- Decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59 “Regolamento recante la
disciplina dell’autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti
amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale”;
- Legge n. 447 del 26 ottobre 1995 “Legge quadro sull’inquinamento acustico”;
- D.P.R. n. 227/2011 “Regolamento per la semplificazione di adempimenti amministrativi in
materia ambientale gravanti sulle imprese, a norma dell’articolo 49, comma 4-quater, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122”;
- Deliberazione della Giunta Regionale n. 62/9 del 14/11/2008 “Criteri e linee guida
sull’inquinamento acustico”;
- Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) del territorio regionale, approvato con D.P.G.R.
n. 67 del 10.09.2006, e relative norme di attuazione;
- Decreto Legislativo n. 259 del 1° agosto 2003 “Codice delle comunicazioni elettroniche”;
- Decreto Legislativo n. 285 del 30 aprile 1992 “Nuovo Codice della Strada”;
- D.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992 “Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo
codice della strada”;
- Decreto Legislativo n. 507 del 15/11/1993 “Revisione ed armonizzazione dell’imposta
comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni, della tassa per l’occupazione di
spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonchè della tassa per lo smaltimento dei
rifiuti solidi urbani a norma dell’art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente il riordino
della finanza territoriale”;
- Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con Regio Decreto n. 773 del 18
giugno 1931, e s.m.i.;
- Regio Decreto n. 635 del 6 maggio 1940 “Approvazione del regolamento per l’esecuzione del
testo unico 18 giugno 1931, n. 773 delle leggi di pubblica sicurezza” e s.m.i.;
- D.M. 18 Maggio 2007 “Norme di sicurezza per le attivita’ di spettacolo viaggiante”;
- Legge Regionale n. 24 del 20 ottobre 2016 “Norme sulla qualità della regolazione e di
semplificazione dei procedimenti amministrativi”;
- Deliberazione G.R. n. 11/14 del 28 febbraio 2017 “Direttive in materia di sportello unico per le
attività produttive e per l’edilizia (Suape)”;
- D.P.R. n. 160/2010 “Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo
sportello unico per le attività produttive, ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112,convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.”;
- Legge n. 241 del 7 agosto 1990 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di
diritto di accesso ai documenti amministrativi” e successive modifiche ed integrazioni.

Insomma una vera e propria pratica edilizia e non in sanatoria, è davvero fortunato l'imprenditore. Bene, a Porticciolo si può costruire, chi l'avrebbe mai detto!

ISTRUTTORIA
Pareri favorevoli

Assessorato della Difesa dell’Ambiente SVA,parere pervenuto tramite il portale regionale
SardegnaSUAPE in data 24/04/2018: “l'intervento, se eseguito nel rispetto delle prescrizioni sotto
riportate, non ha effetti aggiuntivi significativi per le specie e gli habitat del SIC (gli effetti ci sono stati eccome, dal 2012 ad oggi la popolazione di Anchusa crispa è valutabile in 0,1 individui al mq per areale. Praticamente estinta.), e non deve essere sottoposto a ulteriore procedura di Valutazione di incidenza:
1. tutte le prescrizioni di cui alla nota trasmessa dallo scrivente Ufficio con prot. n. 9857 del 29 aprile
2015 per la stessa struttura balneare, risultano confermate;
2. è assolutamente vietato occupare nuove superfici vegetate, anche temporaneamente.
Il presente parere viene rilasciato esclusivamente ai sensi dell'art.5 del DPR 357/1997 e s.m.i. e fatta salva ogni altra autorizzazione e parere previsti dalle vigenti normative; qualora non sopraggiungessero modifiche alle strutture e alla loro posizione, è da ritenersi valido per 5 stagioni balneari.
Ogni ulteriore intervento non contemplato negli elaborati sopra citati dovrà essere preventivamente
sottoposto alle valutazioni di questo Servizio

Servizio Demanio Marittimo Comune di Alghero, parere pervenuto tramite il portale regionale
SardegnaSUAPE in data 07/05/2018:a seguito di istruttoria si esprime parere favorevole al rilascio
del Provvedimento unico del SUAPE, limitatamente all’occupazione dell’area demaniale marittima pari
a complessivi mq.614,10 (di cui mq. 473,10 scoperta e mq. 141,00 coperta con manufatti di facile
rimozione).

Servizio Gestione delle risorse-Parco Naturale Regionale Porto Conte Alghero, parere pervenuto
tramite il portale regionale SardegnaSUAPE in data 10/05/2018:SI ESPRIME PARERE
FAVOREVOLE al rilascio dell’autorizzazione per l’installazione delle strutture balneari nel medesimo luogo in cui è stata effettuata nella precedente stagione balneare del 2018. Il presente parere è subordinato alla predisposizione di misure adeguate di mitigazione dell’impatto delle installazioni e della posa in opera dei cavidotti attraverso ad esempio la piantumazione di nuovi individui appartenenti alla specie prioritaria Anchusa crispa al termine degli interventi. Sono fatti salvi diritti di enti terzi in materia autorizzativa.

Vediamo se i pareri favorevoli sono da considerarsi tali.

Parere dello SVA
Lo SVA nelle sue prescrizioni è favorevole fin quando non si occupano nuove superfici vegetali anche temporaneamente; le prescrizioni risultano confermate al 2016, anno delle sue ultime osservazioni sul campo. Non ha confermato la bontà dei nuovi lavori edilizi sulle dune. Se ne fosse a conoscenza sarebbe obbligato ad avviare la procedura di VIA come prescrive la legge, volente o no (e vi assicuro, il funzionario no vorrebbe). Cosa dice la legge.
Mi voglio soffermare sul funzionario dello SVA, un vero estimatore di Porticciolo, che ha prodotto diverse relazioni su questo luogo, propedeutiche all'istallazione e al mantenimento dei chioschi sulle dune.
Nella relazione del 2014 afferma che le dune, a causa dei chioschi, hanno avuto un decremento della superficie vegetale e che tale decremento non è stato significativo anche a causa dello spostamento della duna ai piedi del chiosco e della sua progressiva ricolonizzazione (questa affermazione è allucinante, la duna viene trattata come un essere pensante capace di una propria volontà di sopravvivenza, oppure ci ha pensato la mano dell'uomo a spostarla. La seconda ipotesi penso sia più realistica).

Nel 2015 la relazione dello SVA sancisce quello che si può o non si può fare sulle dune di Porticciolo.
Marzo 2016
Anchusa crispa nel sedime dei manufatti

Nel 2016 stila una relazione che avrà un peso fondamentale quando il titolare della Porticciolo srl ricorrerà al TAR, vincendo, a causa del diniego, da parte del Comune, a mettere i chioschi sulle dune. Nella sua relazione c'è una grossolana inesattezza causata sicuramente dal voler sancire le convinzioni che il funzionario ha su come gestire le dune di Porticciolo. La relazione, in un passaggio fondamentale, è falsa, e precisamente: " In merito alla specie di interesse prioritario Anchusa crispa, il rilievo floristico effettuato su richiesta del proponente e allegato alla documentazione trasmessa, nonchè il sopralluogo effettuato il 10/05/2016 dallo scrivente Ufficio congiuntamente ai rappresentanti dell'Università di Sassari, dipartimento di Botanica, del Parco di Porto Conte e del CFVA, hanno riscontrato che la stessa specie non risulta presente sul sedime dei manufatti."
La relazione del botanico, dott. Emmanuele Farris, del Dipartimento di Botanica, è di tutt'altro parere; sembra non ci sia stato nessun parere condiviso tra gli enti coinvolti, infatti anche il Parco di Porto Conte chiese al dott. Farris di relazionare sullo stato dell'Anchusa crispa a Porticciolo (qui la relazione). Cari lettori, potrebbe configurarsi un reato secondo voi? Secondo me, si!
Aprile 2018
Nel sedime dei manufatti
l'Anchusa crispa non c'è più.

Parere del Dirigente del Demanio Marittimo
Il Dirigente del Demanio Marittimo,è vero, si è espresso favorevolmente all'occupazione dell'arenile (qui) ma non delle dune retrostanti; infatti in un passaggio della sua determina afferma:
" di disporre esplicitamente che la superficie di concessione non dovrà comprendere 
- in nessun modo - le superfici eventualmente occupate da dune e compendi dunali, compresa la fascia di rispetto, di norma, 5 m dal piede del settore dunale (rif. art. 21 delle "Linee guida per la predisposizione del piano di utilizzo dei litorali con finalità turistico ricreativa"), e dovrà avvenire nel rispetto delle prescrizioni dei pareri citati citati in premessa da intendersi quale parte integrante del presente provvedimento."
 Non è stato ancora allestito lo stabilimento, spero che le prescrizioni vengano rispettate, ma se così non fosse, il parere del demanio sarebbe da considerarsi negativo.

Parco di Porto Conte
Il parere favorevole del Parco è subordinato alla predisposizione di misure adeguate alla mitigazione dell'impatto delle istallazioni e della posa in opera dei cavidotti attraverso ad esempio la piantumazione di nuovi individui appartenenti alla specie prioritaria Anchusa crispa al termine degi interventi. 
E, con il parere di questo Organo Scientifico, organo che dovrebbe farsi carico della tutela anche dell'area di Porticciolo, posso dire che siamo arrivati alla frutta. Dopo anni di relazioni e pareri sulla precarietà dell'Anchusa sulle dune di Porticciolo, all'improvviso trattano queste dune come aiuole di una periferia urbana che, manomesse da cavidotti , viene consigliato alla ditta operante la messa a dimora successiva di piante ornamentali. Dopo lo scasso, piantate almeno nuove piantine di Anchusa crispa, tanto le serre sono piene zeppe di questo tipo di pianta in reale via di estinzione. Un giardiniere del comune avrebbe saputo difendere meglio questa rara piantina, ma si sa, il Direttore del Parco è troppo impegnato a fare introiti  con efficaci intrattenimenti dei visitatori. Che vada in malora Porticciolo non ci da certo un introito sicuro la sua protezione, ci ha procurato solo fastidi! 
A mio giudizio, la relazione favorevole in capo al Parco è la più maldestra tra tutti i pareri e anche la meno credibile, estorta quasi con l'arma del favoritismo facile...certamente non ha nulla di scientifico, VERGOGNA.
Sono arrivata alla fine di questa squallida storia i cui accadimenti si ripetono da diversi anni, con attori protagonisti negativi e pericolosi e attori di spessore ma di nessun peso.


Alghero in chiaro

Immagino sempre che i mio pensiero guidi un vecchio pennino che attinge le parole da un calamaio dal quale hanno attinto i miei affetti più cari...






















venerdì 29 dicembre 2017

Pericolo frane, di tutti i generi, a Porticciolo!!!

 Formazione rocciosa oggi collassata
Sono in atto a Porticciolo eventi franosi. Uno di questi è stato segnalato dal Comune di Alghero, con ordinanza sindacale del 22 /12/2017. L' unica possibilità per capire quale sia la zona interdetta sono le coordinate Gauss-Boaga: punto georeferenziato 32T 1431186,88E (e non 431186,88E, come scritto nell'ordinanza)  e 4499252,07N,  io aggiungo altre coordinate per chi volesse trovare il punto franato con Google Earth, 40°38'28.52"N e 8°11'09.12"E (più o meno). Per completezza di informazione allego due immagini tratte da GisClient 2.0 del Comune e da Google Earth.

Alghero in chiaro si permette di segnalare un altro punto pericolosissimo, la volta di un rifugio (?) roccioso, puntellata con sbarre di ferro ormai arrugginite, che è collassata. Qui lo stato del costone nel giugno 2017 e qui come si presenta adesso. Per chi volesse trovare il punto con GisClient 2.0 le coordinate Gauss-Boaga sono 1431300,46N e 4499335.22E, con Google Earth  sono 40°38'30.77"N e 8°11'13.82"E.
In questo link le due zone rocciose interessate da fenomeni franosi.
Naturalmente è stata fatta una segnalazione ufficiale alle autorità competenti ( Corpo Forestale, Dirigente del Settore III del Comune di Alghero e Parco di Porto Conte).

Smottamenti e frane non si verificano esclusivamente nei costoni rocciosi della Perla del Triassico, anche il compendio dunale soffre di questo fenomeno. Gli smottamenti e le frane di queste dune  sono dovuti a cause naturali,come pioggia o vento o mareggiate; questi elementi, però, trovano terreno fertile a causa di eventi creati dall'uomo che brilla per ignoranza. La sua mano incivile e l'obblio di chi deve vigilare hanno vandalizzato l'habitat naturale di Porticciolo, con l'intento, probabilmente, di civilizzarlo. Come?

  • Eliminazione della vegetazione in punti critici che causa la formazione di veri e propri torrenti (1) durante le forti precipitazioni, che scavano (2) e consumano inesorabilmente le dune .
  • Sradicamento delle piante dunali con messa a nudo della sabbia che rimane in balia delle mareggiate e del forte vento di maestrale (3).
  • Prelievo di sabbia dalle dune (4) per disporla lungo lo stradello che mette in comunicazione una strada privata con la spiaggia (5), a puro vantaggio del passaggio di trattori e automobili che garantiscono l'arrivo di merci e persone in prossimità di chioschi posizionati sulle dune, nella stagione estiva (6); sempre d'estate, la sabbia presa dalle dune, viene sparsa anche lungo le piste di ingresso alla spiaggia (7), un tempo molto strette, naturale passaggio dei bagnanti, ora allargate per il passaggio dei veicoli già citati; questa sabbia, in inverno, scompare nelle piste a causa delle piogge e del vento  per la mancanza di vegetazione (8).
  • Costruzione di solchi, per qualche centinaio di metri, per interrare tubature che arrivano fino alla spiaggia (9).
  • Scavi nella duna per interrare grandi fosse settiche (10).
Le dune e le sue preziose piante, tempo qualche anno, saranno un ricordo.

Nel piano di gestione del SIC  ITB 010042 “Capo Caccia (con le IsoleForadada e Piana) e Punta Giglio”, approvato con decreto n. 55 del 30.07.2008,  sono indicate le strategie e gli impegni ai quali il Parco di Porto Conte deve ottemperare per l'integrità dell'habitat.
Sono stati dati dei permessi per lo stravolgimento, sopra descritto, dell'habitat di Porticciolo? L'area interessata è proprietà della Regione Sardegna ed il controllo dell'habitat è specifica competenza del Ente Parco Regionale di Porto Conte. Cosa fa il suddetto Ente? Sonnecchia o dorme del tutto?? Penso che questo menefreghismo cozzi un pò con il taglio di Educatore dell'Ambiente con il quale il Parco si sta proponendo.
Il monitoraggio di questo periferico lembo di SIC è praticamente assente. Nessuno, e per nessuno intendo anche il personale del Parco, ha messo davvero mano a questi atti di inciviltà.
Penso sia giunto il momento che il mondo della cultura (Umanistica, Scientifica e Artistica) algherese si dia appuntamento e si confronti  su quello che sono le Conoscenze che trasmette alle nuove generazioni e su come gli insegnamenti vengano vanificati da atti intollerabili come quelli che ho descritto.
Per qualcuno, Porticciolo, si sta dimostrando una gallina dalle uova d'oro (i giudici del TAR affermano che il giro di affari sia mediamente sui 39.000 euro a stagione), bene, a me non può fare che piacere ma, facciamo covare questa gallina sulla sabbia e non sulle dune della Perla del Triassico!!!

Alghero in chiaro

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giovedì 24 agosto 2017

Distruzione legalizzata del sistema dunale di Porticciolo: introduzione per i giudici e tutti coloro che non credono che Porticciolo sia un territorio da spietrare piuttosto che una cava di sabbia o una lottizzazione estiva

Mi sembra doveroso, per introdurre un argomento così scottante, presentare Porticciolo e il suo variegato e ormai contaminato ambiente. Porticciolo fa parte di un più ampio Sito di Interesse Comunitario ed esattamente il SIC ITB010042 SIC Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta Giglio. In assoluto è, secondo me, la porzione del SIC più interessante: Geologia, Palentologia, Botanica e Storia si intrecciano indissolubilmente (qui).
Rocce del Triassico  che custodiscono fossili di dinosauro del Permiano. Comunità vegetali importantissime che da sempre imbrigliano le dune ostacolando la furia del mare nelle tempeste 
Spiaggia e dune di Porticciolo nel 2006
(attenti alla zona cerchiata)
invernali. Tra le comunità vegetali delle dune cresce l'Anchusa crispa, unica a Porticciolo, rarissima in Sardegna, assente nel resto del Pianeta Terra. Una storia importante di dominazioni, lavoro e furberie (anche allora si appropriavano delle pietre di Porticciolo) scritte e conservate nell'Archivio Storico di Alghero.
Il mare, estremamente promettente per gli appassionati di snorkeling, deposita periodicamente foglie di posedonia a ricordarci il suo buon stato di salute. Al contrario del mare la spiaggia è sabbiosa e  coronata da dune. 
Mi scuso in anticipo con il lettore se ora devio un attimo dal tema ma ci  rientrerò quasi subito.
Porticciolo è nel territorio di Alghero. Una bella cittadina di più di 40.000 abitanti. Molti adulti ed anziani parlano correntemente l'algherese, o catalano antico. Alghero terra di conquista: i Doria prima, i Pisani dopo e dopo ancora nuovamente i Doria i quali alla fine vendettero in blocco metà della città, l'altra metà i Catalani se la presero dopo la vittoria, nella battaglia di Porto Conte , contro gli eredi dei Doria. I Catalani, vincitori, deportarono, come schiavi, tutti gli abitanti sado-genovesi di Alghero nella penisola iberica e nelle  Baleari,  popolando il territorio con coloni catalani. 
Porticciolo 2016
Anche oggi, se lasciato fare, l'uomo può avere l'ardire di sentirsi un colonizzatore agendo su ciò che non è proprio, nell'indifferenza totale di chi deve controllare che non nascano piccoli nuclei di potere a discapito del bene della vita (mi è piaciuta molto questa vostra frase giurisprudenziale) di una intera comunità.
Ritorno sui miei passi, alle bellezze che offre Porticciolo e, al posto delle divagazioni, ma per tenerle sempre presenti, inserisco una foto del posto ai giorni nostri (vediamo se c'è ancora la parte di duna evidenziata nella precedente immagine del 2006). Quella duna dall'estate 2010 non esiste più, qui vi orientate meglio (il confronto è 2010/2013, potete immaginare cos'è oggi quella zona)!  Ecco cosa ha prodotto un servizio di spiaggia per i bisogni fisiologico dei bagnanti (pipì, pupù e acqua), un cratere. Il primo e il secondo anno hanno provveduto ad estirpare le erbacce (qualcuno ancora le appella in questo modo) del sedime della zona bar, il terzo anno hanno giocato a uno, due, tre stella con chi doveva vigilare (penso sia ancora voltato dall'altra parte) e in men che non si dica hanno estirpato le erbacce anche dalla zona bisogni impellenti, hanno pareggiato il tutto e sono arretrati di 200 metri quadri, che giocherelloni eh, signori giudici, uno, due, tre stella (spero che vi abbia strappato almeno un sorrisino stizzoso)!!
Signori giudici avete scritto che lo stabilimento balneare di Porticciolo (sulla carta 400 mq di arenile) è in concessione (io aggiungo per 6 mesi l'anno, da maggio ad ottobre), quindi confermate che i gestori non sono proprietari della spiaggia e delle dune retrostanti. Quindi le opere che sono state fatte al di fuori della concessione, fosse settiche, docce, tubi allocati sotto le dune, sono abusive. Sapete almeno dirmi se si può prelevare la sabbia dalle dune, in grande quantità, e spargerla nello stradello, ho notato che trattori e automobili passano più comodamente!! Il buon senso mi dice che non si possono fare queste cose. È successa la stessa cosa con le alghe. Ora bisogna capire chi è stato l'artefice di tutte queste trasgressioni alle regole del vivere civile. Vi racconto l'ultima chicca, per completare il quadro desolante di Porticciolo. Ora, passi (ma non deve passare) che i bagnanti possano lasciare buste di spazzatura, cicche e altra rumenta
discarica abusiva
sulla spiaggia, ma come può venire loro in mente di fare dei cumuli di bottigliette di crodino e altre bibite, bicchieri di vetro, tazzine da caffè, piattini in ceramica,  plastica (poca), valve di cozze,
mattonelle, eternit (questi bagnanti hanno di tutto nella sacca del mare, oibò!!), frantumarli e nascondere il tutto sotto a due centimetri di sabbia nella duna (non ho scavato oltre)? Secondo me sotto quello strato di vetro, ceramica ed eternit c'è nascosto qualcosa. Ma cosa possono nascondere i bagnanti sotto la duna?
Il 7 agosto sono scesi in spiaggia tre signori: un vigile urbano, una guardia forestale e ....un funzionario del SAVI/SVA? hanno misurato, controllato e fotografato le dune, i tubi, le docce, il nascondiglio del tesoro dei bagnanti, lo stradello e discusso animatamente (il funzionario era davvero adirato). Tutto questo dopo la vostra sentenza datata 3 agosto 2017.


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martedì 22 agosto 2017

Il TAR Sardegna autorizza ufficialmente la distruzione dell'ambiente dunale di Porticciolo in territorio di Alghero




La sentenza del TAR Sardegna è stata pubblicata, nel sito istituzionale del tribunale amministrativo di Cagliari, il 3 agosto. Sarà mio preciso 

compito rispondere punto per punto alle motivazioni dei giudici   così come l'avvocato incaricato del Comune avrebbe dovuto fare per non arrivare a questo ridicolo finale. Inizio con il pubblicare la sentenza:00526/2017.
Auspico che il Comune di Alghero non si fermi qui e senza timore ricorra, come giusto che sia, al Consiglio di Stato.


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sabato 6 agosto 2016

Un'occasione mancata a Porticciolo

Eppure la determina n. 1379 dell'08/07/2016 era benevola e illuminante, per chi richiedeva  la 

concessione dell'area demaniale marittima in località Torre del Porticciolo, anche perchè in una prima determina (qui) la concessione era stata negata in quanto sia il Parco di Porto Conte che il Servizio di Valutazione Ambientale avevano dato il loro parere negativo: divieto assoluto di occupare le dune. 
In presenza di una seconda richiesta per lo stabilimento balneare, il dirigente richiedeva una nuova planimetria, più consona al luogo di concessione (qui). Io dico: il territorio in esame è composto per circa l'80% da vegetazione dunale e per il 20% di sabbia (qui), la spiaggia occupa un'estensione 200 m x 10 m; come si può pensare di mettere uno stabilimento di 26,54 m x 15 m? Praticamente occuperebbe un quinto della spiaggia. Fino all'anno 2014 ha occupato gran parte della duna perchè tutti gli enti preposti hanno dato parere favorevole, ma fino al 2013 nessuno era andato a verificare sul campo gli ok dati sulla carta: nel 2014 grazie ad una segnalazione mia e del GrIG  è arrivato da Cagliari un dipendente SAVI: tutto a posto (qui). Un dipendente che dovrebbe conoscere le disposizioni di legge in materia  ha scritto che tutto andava bene!!
Nel 2015 i titolari dello stabilimento non hanno rispettato le indicazioni scritte nella determina di concessione  demaniale (qui) che vietava l'occupazione della duna, e hanno risolto, con prepotenza, come gli altri anni (qui).

Ora voglio farvi capire perchè non andava tutto bene.
Parto con le ordinanze di balneazione dal 2010 a 2016 per quello che riguarda l'articolo 3 comma e
E' VIETATO
"transitare e/o sostare con automezzi, motocicli, ciclomotori e veicoli di ogni genere;
ad eccezione dei mezzi destinati alla pulizia delle spiagge, al soccorso, altri mezzi 
specificamente autorizzati ed i mezzi di cui al precedente articolo 1 lett. h). Tale divieto vige 
per tutto l’anno solare.
E’ sempre vietata la sosta e/o l’occupazione, ancorché temporanea, il calpestio delle dune e della 
relativa vegetazione. Per dune si intendono accumuli sabbiosi situati nell’area retrostante la 
spiaggia, disposti parallelamente alla linea di costa, di forma irregolare  dipendente  dalla  
direzione  dei venti dominanti.  Nelle  dune  indicate con appositi segnali è interdetto il transito e l’attraversamento"
Ecco dove sono stati istallati i chioschi (qui) e cosa hanno prodotto nel tempo (qui); notate la differenza tra una duna fortemente antropizzata e una duna intatta (qui). Un bel video mostra lo stato in cui versano le dune di Porticciolo (qui).

Una grossa responsabilità nella istallazione dei chioschi sulle dune di Porticciolo è del dipendente del SAVI che dà precise indicazioni ma non controlla il loro rispetto e promulga di cinque anni in cinque anni il suo parere positivo (qui).
Le richieste del SAVI:
1)......................
2)......................
3)......................

4)..... è consentito l'uso di piccoli automezzi esclusivamente lungo la pista che dal campeggio porta in spiaggia e solo durante le fasi di montaggio e smontaggio delle strutture balneari e durante le operazioni periodiche di svuotamento della fossa stagna. A tal fine, tali date dovranno essere comunicate al CFVA per eventuali controlli. La pista, fatta eccezione per quanto già detto, dovrà essere interdetta al passaggio degli automezzi e di tutte le attività di supporto alla gestione dei servizi balneari (rifornimento del chiosco, gestione dei rifiuti, etc.)) dovranno avvenire manualmente. Fatta eccezione per quanto già indicato, non è dunque consentito l'accesso ad alcun automezzo ne alla pista esistente ne all'arenile (verifica);
4a) è consentito il passaggio anche ai mezzi per il rifornimento del chiosco e per il ritiro dei rifiuti e per l'accesso del mezzo per la pulizia dell'arenile all'inizio della stagione;

5) non è consentito danneggiare la vegetazione (comprese le erbacee) esistente (verifica). Peraltro tutte le strutture, comprese le tubazioni, dovranno essere ubicate in aree già prive di vegetazione naturale (verifica). Anche la pulizia della spiaggia dovrà avvenire manualmente;

6) tutti i manufatti dovranno essere completamente rimossi al termine della stagione balneare (30 ottobre) e possono essere reistallati non prima del 1 maggio di ogni anno (verifica);

7)...............
8)...............

Allo stato attuale
Anchusa crispa di Porticciolo

C'è stato un ricorso al TAR, per la determina n. 1379,da parte della Porticciolo srl. Il giudice ha annullato la parte riguardante la presentazione di una nuova planimetria in cui non si preveda l'occupazione del sistema dunale (qui), per cui il chiosco verrà posizionato ma dove? Nuovamente sulle dune? Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, dopo gli accertamenti svolti su quelle dune, ha mandato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari una comunicazione di notizie di reato. 
Peccato, qualcuno ha perso l'occasione di lavorare entro le regole e ora questi 25 metri di chioschi dove li metterà se sulle dune c'è un procedimento in corso e comunque è vietato calpestarle e occuparle anche temporaneamente, secondo la legge, per lo meno dal 2010?
Magari, per tagliare la testa a toro, il Comune di Alghero potrebbe ricorrere subito in sede di sospensiva al Consiglio di Stato. Chissà!!



Alghero in chiaro


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domenica 26 luglio 2015

Due pesi e due misure: i politici si confrontino e si esprimano sulle situazioni, tutte e non solo quelle semplici!!


2015 - Lavori in corso
Anche quest'anno il SAVI e il comune di Alghero si sono espressi nei confronti del posizionamento dello stabilimento balneare di Porticciolo.
Entrambi gli enti hanno ufficialmente riconosciuto la delicatezza dell'habitat dunale di Porticciolo e che lo stesso fa parte del SIC (ITB0100042) e che tra la vegetazione dunale è presente l'Anchusa crispa che la Direttiva Habitat definisce a rischio di estinzione.
Secondo SAVI e Comune di Alghero lo stabilimento può essere istallato, ma condizionato dalle  prescrizioni della determina dirigenziale n° 510 del 29/06/2015:

a) Non deve interessare le superfici dunali;

b) Non deve interessare le superfici ricoperte da vegetazione naturale;

c) Deve essere comunicato al dirigente del Settore II, con congruo anticipo, la data di posizionamento delle istallazioni in modo da consentire la presenza di personale addetto a verifica e controllo delle operazioni.

Alla determina è allegata la planimetria generale dell'area demaniale, prodotta dalla Porticciolo srl,  oggetto di richiesta con indicazione delle relative coordinate (Gauss-Boaga) che di seguito elenco (il cerchio giallo indica il punto di coordinate):

Punto 1: X 1431405,120; Y 4499526,215 (qui)

Punto 2: X 1431394,473 ; Y 4499515,753 (qui)

Punto 3: X 1431411,290; Y 4499496,031 (qui)

Punto 4: X 1431422,945; Y 4499505,483 (qui)

Punto 5: X 1431411,695; Y 4499505,483 (fossa settica) (qui)

Le coordinate mostrano i confini dello stabilimento che salvano quasi totalmente la duna, solo il punto 4 ne ingloba una fetta. Ho qualche perplessità sull'indicazione della fossa settica che, secondo le coordinate si verrebbe a trovare, forse, sotto i chioschi.
Tra il 16 e il 17 luglio gli operai hanno iniziato a montare lo stabilimento e il 20 luglio è completato e illuminato. Dal 21 luglio lo stabilimento viene ridimensionato: vengono tolte due file di ombrelloni, l'area risultava più grande del dovuto (ma continua ad essere recintata più del dovuto). Pensate sia cambiato qualcosa dall'anno scorso? Confrontate voi stessi: 2014 - 2015.
Ora mi rendo conto, osservando la foto del 2015, che la fossa settica si troverebbe tra gli ombrelloni

La determina n° 510 è stata pensata e scritta ad opera d'arte. Niente è lasciato alla libera interpretazione e rende giustizia ad un luogo da troppo tempo maltrattato; una determina che ha posto regole certe.
Purtroppo la Porticciolo srl ha deciso di leggere solamente la frase "di concedere" e non ha perso tempo a capire quello che era scritto prima e dopo nella succitata determina.
A causa delle inefficienze e superficialità pregresse da parte degli Enti che hanno autorizzato  dal 2010 al 2014 la concessione demaniale per la costruzione dello stabilimento, la Porticciolo srl si sente autorizzata a posizionare uno stabilimento balneare che è per metà abusivo e non conforme alle coordinate Gauss-Boaga.
A ripensare ai fatti di qualche giorno fa: macchine da cucire (abusive) che sbarrano il passaggio in via Carlo Alberto, penso ci sia un punto in comune con i chioschi a Porticciolo, hanno operato un abuso pensando di farla franca. Un secondo punto fa divergere le due situazioni. In città tutti si sono scandalizzati per l'episodio al centro storico, qualche politico ha perfino inveito contro il Sindaco e assessore preposto (qui). Per l'abuso sulle dune di Porticciolo nessun politico si è mosso o forse si muoverà. Non vorrei che a Porticciolo sia nato un vero e proprio Potentato con regole e leggi proprie.

Alghero in Chiaro

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mercoledì 17 giugno 2015

Giornalismo in poltrona

Articolo su Porticciolo abbandonata
 (16.06.2015)

Ma chi sarà g.o., quale giornalista si celerà dietro quelle iniziali. Ma è davvero interessante sapere chi sia? No. E' più interessante sapere che la testata giornalistica che ha pubblicato un suo articolo su Porticciolo è La Nuova Sardegna; secondo quotidiano in Sardegna su due. Un giornale che comprava tutti i giorni mio nonno negli anni sessanta e che ha comprato mio padre fino al 2000. Negli anni '90 se ne trovava qualche copia anche a Roma. Testata gloriosa La Nuova.
Mi domando che funzione abbia la notizia e sopratutto è ragionevole pretendere che sia vera quando si pubblica e viene letta da un buon numero di persone o basta che il tema sia statisticamente di moda?
Io penso che la notizia deve essere prima di tutto vera, ed è vera se chi scrive si accerta personalmente di quello che succede o è successo e quindi costerà fatica documentarsi ma poi diventerà semplice scrivere e commentare e mettere all'interno del pezzo la propria personalità , questo dovrebbe rendere, chi scrive, un giornalista e una giornalista liberi e non soggiogati dai compromessi.
Ora g.o., che è un giornalista, prima di scrivere su Porticciolo sicuramente deve essere stato sul posto, deve aver intervistato una famiglia di Torino che soggiorna in un B & B sulla piana della Nurra la quale, partendo dal papà e finendo con l'ultimo figlio, all'unisono avrà detto che la spiaggia di Porticciolo è di una sporcizia imbarazzante (...stato di abbandono) e  siccome g.o. ha gli occhi ben addestrati e sa cogliere la notizia al balzo nel suo articolo conferma l'indecenza e invita tutti i lettori a scandalizzarsi perché il Comune non ha mandato una squadra di operai a pulire, e perché lo Stesso fa figli e figliastri? Perchè la spiaggia del Lido è già super pulita e la spiaggia di Porticciolo invece è lorda?
Devo dire che g.o. ci fa vivere un vero dilemma al pari della favola di Cenerentola e le sue sorellastre, non trovate? Ciliegina sulla torta una bella foto (si fa per dire) della spiaggia sporca. Un lembo di spiaggia con un tronco d'albero spiaggiato e tutto attorno alghe. 
Ora, ricapitolando, la notizia vera è che la spiaggia è sporca confermata dalla famiglia di Torino, ma c'è un messaggio importante che lancia il giornalista: la spiaggia di Porticciolo è figlia di nessuno, il turismo morirà a Porticciolo, e le alghe sono mondezza.
Una notizia ancora più veritiera è che il signor o.g. molto probabilmente, il periodo precedente alla pubblicazione dell'articolo, Porticciolo non lo ha visto neanche con i cannocchiali e la foto pubblicata è un falso se è riferita a questi giorni. 
 Spiaggia di Porticciolo (16.06.2015)

Signor g.o. c'è un video molto raffinato e dettagliato che indica lo stato di salute della spiaggia di Porticciolo qui (mi spiace g.o. il video non è più visibile, gli autori lo hanno blindato), se non dovesse bastare qui troverà delle foto fresche, fresche che catturano la bellezza della spiaggia, e del paesaggio tutto attorno. 
g.o. mi permetta di raccomandarle una visita reale in questo paradiso perché, dal video (che non c'è più) e dalle foto non può nemmeno immaginare i profumi che al calare della sera sprigiona Porticciolo, perla del Triassico, magari potrebbe godersi il tutto seduto su una antichissima seduta di pietra. Ah, dimenticavo se guarderà nella parte centrale della spiaggia, proprio davanti ad una duna sbancata, potrà ammirare una bella opera di ingegneria civile realizzata probabilmente da dei bambini e costruita con tutto quello che la spiaggia ha offerto loro; è fatta talmente bene che è lì almeno da due settimane!!
E si ricordi, certe notizie bisogna viverle prima di raccontarle.

Alghero in Chiaro

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