mercoledì 18 marzo 2015

Margaritas ante porcos ovvero perle ai porci.

E' un modo di dire e lo si usa quando si vuole esprimere il concetto che qualcuno non apprezza ciò che le viene offerto. Il porco non lo fa apposta, lui non comprende il valore, non sa riconoscere la bellezza che noi attribuiamo alle perle, non sa cosa siano le perle: il porco cerca solo il cibo per sopravvivere. Per noi le perle sono doni preziosi ma il porco continua a cercare il cibo.Questo accade spesso anche tra gli esseri umani quando diamo agli altri qualcosa di noi e chi dovrebbe riceverlo si comporta in modo tale da non apprezzarlo minimamente.
Quando le perle sono un bene collettivo? Gestire queste perle è molto semplice se la comunità che ne usufruisce è animata da sani e saldi principi come onestà, lealtà e un forte senso del bene comune: le perle sono di tutti e di nessuno.E' semplice preservare un bene naturalistico se c'è un unico Ente competente che provvede alla sua salvaguardia attraverso regolamenti irrinunciabili ed un Ente che applica un controllo. Ma se qualcuno pensa che quella perla è un pò più propria che di tutti e la sfrutta e la spreme come un limone tanto da farla diventare una caricatura di se stessa, diventa una impresa titanica preservare questo bene e se poi manca il controllo delle istituzioni quel bene pian piano sarà distrutto; oggi le dune di Porticciolo vanno nella direzione della distruzione.

I sistemi dunali hanno una grande importanza sia paesaggistica che funzionale. Essi garantiscono un importante serbatoio di sabbia per le spiagge nei periodi in cui queste sono sottoposte all'azione erosiva del mare, la loro azione è quindi necessaria per il mantenimento degli arenili. Attualmente la maggior parte delle spiagge e dei sistemi dunali del Mediterraneo sono in fase di netta regressione a causa  delle attività antropiche. Pensate alla spiaggia della Pelosa di Stintino; qualcuno ricorda ancora quando il percorso da Stintino alla Pelosa e Pelosetta si faceva a piedi percorrendo qualche chilometro tra le dune. La strada ha ridotto drasticamente il sistema dunale e quindi il serbatoio di sabbia necessario  per il mantenimento della spiaggia. Gli Stintinesi  si trovano ad un bivio o la strada per la Pelosa o la spiaggia; qui un ottimo studio dell' ISPRA.

Porticciolo si trova all'interno del SIC e le sue dune rientrano nell'habitat delle dune costiere mediterranee :  2210 (codice di Natura 2000) dune fisse grigie del litorale del Crucianellion maritimae. Qui crescono associazioni di Thymelaea, Scrophularie e Crucinella e associazioni di Helichrysume Ephedra. Sono cenosi estremamente vulnerabili in seguito a destrutturazione della duna, per cui la stabilità dei substrati sabbiosi e l'assenza di impatti esterni (calpestio,azione di mezzi meccanici e veicoli fuoristrada) sono le esigenze ecologiche basilari per la conservazione di queste fitocenosi. 
In queste dune è presente una specie botanica prioritaria, l'Anchusa crispa, di interesse comunitario.In Sardegna è presente nel litorale da Etzi Mannu a Fiumesanto, all'Asinara e a Porticciolo.E' in notevole regressione in tutto il territorio regionale, e Porticciolo conserva la popolazione più isolata. Fino a 4-5 anni fà era la popolazione più numerosa della Sardegna, negli ultimi due anni ha sperimentato un calo drammatico, per cui attualmente si possono stimare non più di 30 (50) individui adulti. L'Anchusa crispa è un'entità che necessita di sabbie non inquinate, non nitrificate, non calpestate in maniera eccessiva, non smosse da pulizia meccanica (qui).
Il Decreto del Presidente della Repubblica dell'8 settembre 1997, n. 357 reca il Regolamento di attuazione della direttiva 92/43/CEE relativo alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonchè della flora e della fauna selvatiche e successive modifiche ed integrazioni del DPR del 12 marzo 2003, n. 120. Il presente regolamento disciplina le procedure per l'adozione delle misure atte ad assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario.
Non solo l'Europa e lo Stato Italiano tutelano il nostro patrimonio naturale anche la Regione Sardegna con le "Direttive per la redazione del piano di utilizzo dei litorali" allegate alla Delibera della Giunta Regionale 29/15 del 22 maggio 2008 e  le Linee Guida per la predisposizione del Piano di Utilizzo dei Litorali all'articolo 21 per quanto riguarda la salvaguardia delle dune e le Ordinanze di Balneazione 2011, 2012, 2013, 2014 all'art. 3 lettera e.
La Porticciolo Srl tra il 2010 e il 2011 ottiene parere favorevole per quanto riguarda il progetto di uno stabilimento balneare, i cui manufatti ricadono sulla duna, dai seguenti Enti:
Regione Autonoma della Sardegna:

  • Assessorato della Difesa dell'Ambiente uff. SAVI (2010)
  • Uff. Servizio Tutela del Paesaggio (2010)
In base a quali criteri il SAVI, chiamato a dare il suo parere sul progetto, in quanto lo stesso andrebbe ad insistere sul SIC ITB 0100042 "Capo Caccia e Punta Giglio", esprime parere favorevole al progetto di istallazione di uno stabilimento balneare ? Immagino abbia avuto a disposizione esclusivamente il progetto  e che non avesse neanche un'istantanea del luogo.  Solo cosi si spiega perchè con nota n° 14467 del 16.06.2010 il Servizio SAVI esprimeva parere favorevole al progetto presentato ai sensi dell'art. 6 del DPR 120/03. In particolare il prescritto parere rilevava che il progetto, se realizzato nel rispetto delle prescrizioni, non aveva effetti significativi sugli habitat e sulle specie animali e vegetali di interesse comunitario presenti nel SIC e pertanto che " non deve essere assoggettato a procedura di valutazione e di incidenza articolo 6 ex art. 5 del DPR 120/2003". Le prescrizioni indicavano in particolare che i camminamenti di accesso dovevano essere in legno o pvc, sopraelevati di almeno 15 cm rispetto al piano di campagna e amovibili senza utilizzo di blocchi di cemento. Inoltre che l'area occupata da diversi manufatti doveva essere delimitata con paletti di legno e corda per dissuadere dall'attraversamento degli spazi circostanti.
Le motivazioni addotte dal SAVI per l'esclusione del parere da parte del VIA sono a dir poco sconcertanti.  L'art. 6 del DPR 120/03 parla chiaro:

Comma 1 - Nella pianificazione e programmazione territoriale si deve tener conto della valenza naturalistico-ambientale dei proposti siti di importanza comunitaria e delle zone speciali di conservazione. Si tratta di un principio di carattere generale tendente ad evitare che vengano approvati strumenti di gestione territoriale in conflitto con le esigenze di conservazione degli habitat e delle specie di interesse comunitario.

Comma 2 - Stabilisce che, vanno sottoposti a valutazione di incidenza tutti i piani territoriali, urbanistici e di settore, ivi compresi i piani agricoli e faunistico-venatori e le loro varianti. Sono altresi da sottoporre a valutazione di incidenza (comma 3), tutti gli interventi non direttamente connessi e necessari al mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat presenti in un sito di Natura 2000, ma che possono avere incidenze significative sul sito stesso, singolarmente o congiuntamente ad altri interventi.

Ora chiedo al lettore, la Porticciolo Srl ha ottemperato alle prescrizioni del SAVI? Si, ha costruito i chioschi secondo le indicazioni. Il SAVI sapeva che il piano di campagna era l'habitat 2210 di Natura 2000? Dalle carte lo sapeva.Due foto: prima e dopo l'utilizzo legalizzato della duna qui. Il SAVI ha delle enormi responsabilità sulla distruzione di parte dell'habitat dunale di Porticciolo dal momento in cui sottace al VIA una procedura di valutazione di incidenza ambientale adducendo scusanti ridicole. Perchè ha istruito, nel 2010, questa pratica in modo così maldestro? 
Parere favorevole anche dal Comune di Alghero:
  • Servizio Demanio e Patrimonio (2010)
  • Autorizzazione edilizia N° 100/2011 - Pratica Edilizia N° 432/2009 (2011)
Questi di seguito sono gli Uffici che hanno dato il proprio consenso al posizionamento, fino al 2014, dello stabilimento balneare:

  • Agenzia del Demanio - Ufficio di Sassari
  •  Agenzia delle Dogane che nel 2011 autorizza la realizzazione dello stabilimento balneare in loc. Torre del Porticciolo su un tratto di arenile (non si parla di duna) di 400 mq. Dal 2012 in poi si parla di ampliamento del manufatto collocato sulla spiaggia (non sulla duna): 349,86 mq scoperto, 50,14 mq occupato da manufatti di facile rimozione, 29 mq, virtuali, per le condotte delle fosse settiche.
  • Parco di Porto Conte, con ben precise restrizioni, che la Porticciolo Srl non ha rispettato
  • Ufficio Circondariale Marittimo di Alghero
  • Capitaneria di Porto di Porto Torres
Le determinazioni dirigenziali per la concessione dello stabilimento citano l'art. 11 (Strutture ricettive e sanitarie) delle linee guida per la predisposizione del Piano di Utilizzo dei Litorali approvate con deliberazione della giunta regionale della Sardegna n. 12/8 del 05.03.2013, ove si prevede che "in assenza dei Piani d'utilizzo del litorale le amministrazioni comunali dovranno comunque garantire alle strutture ricettive (alberghi, villaggi turistici e campeggi) e sanitarie ambiti sufficienti a fornire all'utenza ricettiva gli essenziali servizi di spiaggia finalizzati alla balneazione" ma tralasciano di citare l'art. 21 per quanto riguarda i "Criteri di individuazione della superficie totale programmabile per litorale" per il quale le superfici occupate da dune e compendi dunali,compresa la fascia di rispetto distante di norma, cinque metri dal piede del settore dunale, devono essere protette ed escluse dalle programmazioni.
Si citano le varie Ordinanze si Balneazione per le attività esercitabili sul demanio ma nessuna traccia dei divieti come: la sosta e /o l'occupazione allorché temporanea delle dune e il calpestio delle stesse. L'ordinanza di balneazione 2013, citata nella determina dirigenziale del 2014, specifica meglio le protezioni di arenili e dune: Per tutelare le spiagge in tutti i mesi dell'anno è vietato l'accesso dei veicoli di qualsiasi genere ad eccezione di quelli di soccorso, quelli per la pulizia spiagge e per approvigionamento alimentare. Le approvazioni di veicoli gommati è competenza delle amministrazioni comunali. Per tutta l'estate 2014  è circolato sugli stradelli e sulle dune un trattore e delle automobili, con il permesso del Comune?
I dirigenti e funzionari del Comune di Alghero non hanno tenuto conto delle dune a Porticciolo ed hanno trattato la concessione come uno stabilimento da ubicare nel lido di San Giovanni.
La regolarità del progetto e il rispetto dei vincoli, rilasciato dagli uffici competenti, hanno permesso alla Porticciolo srl, di accanirsi in modo vergognoso sulle dune. Immagino sia mai stato verificato lo stato della spiaggia e del complesso dunale, alla fine delle stagioni 2011, 2012, 2013, 2014 per non correre il rischio di non poter rinnovare la concessione visto che nelle determinazioni ci sono due punti ostili: l'articolo 5 per il quale l'area concessa dovrà essere mantenuta in stato di decoro e pulizia e, al termine del periodo autorizzato, la stessa dovrà essere restituita in ripristino stato (valido motivo per non controllare), penso che la polizza assicurativa a favore del Comune sia stata stipulata per eventuali danni al patrimonio; il punto 6 per cui l'amministrazione Comunale e quella dello Stato si ritengono sollevate da qualsiasi danno arrecato a persone, animali e cose (le dune immagino io) in conseguenza o per effetto della presente autorizzazione. E chi paga se il danno avviene per incuria e assenza di sorveglianza degli enti preposti al controllo, non solo delle scartoffie, ma sopratutto al controllo materiale dello stato delle cose. Inizio a dubitare che ci sia una sola specie di porco per le perle del nostro patrimonio naturalistico. Almeno tre specie di porci hanno avuto tra le mani la spiaggia e le dune di Porticciolo.
L'assenza dei controlli è sotto gli occhi di tutti.
La spiaggia di Porticciolo non è idonea, data la sua scarsa profondità, non più di 10 metri tra la duna e la battigia, ad accogliere 400 mq di stabilimento balneare e oltre 29 mq di tubature tra la fossa settica e i servizi igenici. Infatti il progetto posiziona i chioschi in un terrapieno non indicato come duna  ma genericamente come arenile (furbo il geometra) e, leggermente in pendenza, la zona scoperta dove posizionare lettini e ombrelloni. Nel 2011 i chioschi sono stati posizionati per una estensione di 26 metri sul piede del settore dunale e circa 4 metri in profondità sulla duna (qui, qui) ; inizia la compromissione della duna. Nel 2012 i chioschi sono posizionati come l'anno precedente (qui), e qui potete vedere cosa rimane della duna dopo la stagione estiva. Nel 2013 i chioschi vengono costruiti a partire dall'unica stradina di passaggio tra le dune e quindi occupando più mq rispetto a quelli dichiarati (qui); la stradina, ostruita dai manufatti, viene sostituita da un nuovo tracciato più a monte all'interno di un'altra duna ben visibile in una foto scattata nel 2014(qui).Signori dirigenti e funzionari dell'Ufficio Demanio del comune di Alghero  controllate cosa ha prodotto, ad oggi, la vostra superficialità  (qui).
Certo il SAVI ha dato delle precise prescrizioni, pena annullamento della concessione, per la costruzione e il posizionamento dei manufatti:
Questi manufatti per il dirigente del demanio sono OK

Camminamenti di accesso in legno o pvc, sopraelevati di 15 cm rispetto al piano di campagna e amovibili senza utilizzo di blocchi di cemento, l'area occupata dai diversi manufatti deve essere delimitata da paletti in legno e corda per dissuadere dall'attraversamento degli spazi circostanti.

Dopo la segnalazione nel luglio 2014, al Comune di Alghero, di Maria Antonietta Alivesi e del Gruppo d'Intervento Giuridico onlus, un dirigente del demanio del comune di Alghero ha accertato il rispetto delle prescrizioni (qui).

Una segnalazione è stata inviata al Parco di Porto Conte e qui la risposta.

Una segnalazione è stata inviata alla dott. Paola Zinzula, direttore generale dell'Assessorato all'Ambiente (qui).
Dopo quest'ultima segnalazione il SAVI  invia questa lettera.
Il SAVI afferma che è tutto regolare; il suo parere favorevole è subordinato all'articolo 5 DPR357/97
Nel 2014 per il SAVI la duna era OK!!!

 qui (l'articolo 5 a mio parere è stato completamente disatteso nella formulazione del parere). Si cita il piano di utilizzo dei litorali risalente alla Delibera della Giunta Regionale 29/15 del 22 maggio 2008 (l'intervento non è conforme alle indicazioni di quel piano di utilizzo dei litorali). Nella relazione viene citata una strada di accesso alla spiaggia normalmente percorsa dai mezzi del campeggio: il SAVI segnala che le potature per allagare la strada non hanno arrecato danno agli arbusti in quanto si sono potati pini e acacie (in quella stradina ci sono solo macchie di lentisco e ginepri); tengo a precisare che la vegetazione di quella stradina ricadendo nel SIC  non può essere potata da chi che sia come la stessa stradina non può essere ricoperta da aghi di pino (come descritto dal SAVI) frammisti a materiali di scarto dei campeggiatori (accendini, tappi di bottiglia , resti di picchetti...posso affermare che quella stradina è diventata una piccola discarica), Gli aghi di pino hanno un'azione acidificante e può alterare  la fisiologia di quelle comunità vegetali.
Dalla relazione infine emerge l'assenza dell'Anchusa sardoa che non vegeta a Porticciolo, ma il relazionante avrà visto almeno l'Anchusa crispa? (ho qualche dubbio).
Comunque il meglio di se, il dipendente del SAVI, lo ha dato quando esprime un suo parere sulla duna occupata dai chioschi:
In seguito al sopralluogo risulta inoltre un decremento della superficie di vegetazione dunale ascrivibile all'habitat non prioritario cod.2210 "Dune fisse del litorale (Crucinellion maritime) dovuto all'occupazione fisica delle strutture (chioschi). In relazione alla distribuzione dell'habitat nel SIC   e a livello regionale, il decremento non è apparso significativo anche alla luce dello spostamento della duna ai piedi del chiosco e della progressiva ricolonizzazione della stessa da parte del Crucianellion maritime.
Ma cosa vuol dire "alla luce dello spostamento della duna ai piedi del chiosco"? Vuol dire che la duna si è autonomamente spostata per lasciare posto ai chioschi o qualcuno con zappa e badile ha forzato questo spostamento?

Fresco spostamento (manuale?) della duna, ai piedi dei chioschi, non ancora
ricolonizzata dal Crucianellion maritima

Spero vivamente che si possa rimediale a questo incalcolabile danno ambientale, Alghero non merita questo menefreghismo dilagante che arriva da lontano e viene propagato da chi sta vicino a noi.

Alghero in Chiaro

Immagino sempre che i mio pensiero guidi un vecchio pennino che attinge le parole da un calamaio dal quale hanno attinto i miei affetti più cari...













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